I nostri progetti
Dal 2000 la Fondazione L'aliante, grazie al sostegno del pubblico e del privato sociale, ha attivato una molteplicità di interventi che spaziano dalla prevenzione alla presa in carico di situazioni di gravissimo disagio.
Per ogni ragazzo/a preso in carico vengono attivati interventi individualizzati e proposte opportunità di inserimento in gruppi interni o esterni alla Fondazione. Gli interventi mirano a dare risposte globali ai problemi di cui questi adolescenti sono portatori, prevedendo prese in carico psicologiche, sociali o educative, finalizzate a ri/creare condizioni di benessere soprattutto tramite la scolarizzazione, l’inserimento nel mondo del lavoro e la partecipazione ad attività sportive.
La Fondazione, inoltre, promuove attività di ricerca sui nuovi bisogni e mette a punto strumenti clinici e di intervento che costituiscano risposte adeguate ai cambiamenti sociali in atto. Opera costantemente in rete con un numero sempre più ampio di soggetti pubblici, privati e del privato sociale.
A B C D Corsi di lingua e cultura per l'integrazione
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Descrizione
Il presente progetto trae origine e rappresenta una evoluzione dell’esperienza di tutoring educativo maturata da alcuni anni dalla Fondazione L’aliante a favore di adolescenti stranieri. È emerso, dall’esperienza passata, che nello specifico gli adolescenti giunti da poco in Italia vivono un momento di grande difficoltà nella fase di inserimento scolastico. Questo progetto vuole venire incontro ai bisogni degli adolescenti stranieri neo arrivati, fornendo loro tutti gli strumenti necessari per una corretta integrazione, inoltre, intende affiancare i docenti delle classi di destinazione dei ragazzi, nelle attività didattiche. L’obiettivoè quello di accogliere e inserire in modo positivo ragazzi e ragazze che stanno vivendo una profonda e spesso faticosa ridefinizione della loro identità. La loro esperienza scolastica ha avuto inizio in paesi con sistemi educativi molto diversi dai nostri, hanno poca o nulla conoscenza della lingua e della cultura italiana. A scuola viene chiesto di “entrare” in una rete di conoscenze ampia e complessa, di cui gli alunni italiani si sono impossessati in lunghi anni e che loro devono invece acquisire rapidamente: si tratta di passare dal linguaggio della comunicazione, che i ragazzi apprendono con facilità, alle microlingue dello studio, estremamente tecnico, specialistico ed astratto.
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Obiettivo
- Potenziare gli strumenti e le capacità di accoglienza da parte della scuola secondaria di secondo grado.
- Sostenere il ragazzo che presenta particolari difficoltà nel processo d'integrazione scolastica e sociale.
- Coinvolgere la famiglia come partner del processo d'integrazione del figlio, tramite la valorizzazione delle sue competenze parentali e la conoscenza della realtà istituzionale italiana.
- Definire strumenti per l'orientamento alla scuola e al lavoro di minori stranieri non accompagnati.
- Attivare delle relazioni tra alunni stranieri ed italiani, attraverso delle attività ludiche, utilizzando strumenti multimediali.
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Obiettivo generale
- Potenziare gli strumenti e le capacità di accoglienza da parte della scuola secondaria di secondo grado.
- Sostenere il ragazzo che presenta particolari difficoltà nel processo d'integrazione scolastica e sociale.
- Coinvolgere la famiglia come partner del processo d'integrazione del figlio, tramite la valorizzazione delle sue competenze parentali e la conoscenza della realtà istituzionale italiana.
- Definire strumenti per l'orientamento alla scuola e al lavoro di minori stranieri non accompagnati.
- Attivare delle relazioni tra alunni stranieri ed italiani, attraverso delle attività ludiche, utilizzando strumenti multimediali.
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Destinatari
Adolescenti stranieri, italiani e loro famiglie.
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Azioni
- Organizzazione di momenti di coprogettazione con gli insegnanti che dovranno accogliere i ragazzi a settembre.
- Costituzione di un corso base di italiano e uno avanzato per far fronte all'esigenza dei ragazzi neo-arrivati, ed in particolare di quelli da poco ricongiunti al nucleo familiare (corsi A1 base e uno di A1 avanzato, e un corso di A2 base e un altro di A2). Sono previsti test d'ingresso scritti e orali per la valutazione delle competenze. È prevista la distribuzione il primo giorno, di un modulo di autorizzazione alla frequenza, da far firmare ai genitori, nonché l'autorizzazione al trattamento dei dati personali con l'informativa da rilasciare agli stessi e colloqui con i genitori.
- Percorsi personalizzati con la finalità della ricostruzione dei curriculum scolastico (mappa delle conoscenze e valutazioni delle competenze in lingua d'origine) e della biografia (conoscenza della sua esperienza migratoria, ricongiungimento con i genitori) dello studente di recente immigrazione per la definizione di programmazioni individualizzate.
- Presa in carico di situazioni caratterizzate da gravi difficoltà di apprendimento e d'integrazione.
- Promozione di interventi di educazione interculturale.
- Incontri con i genitori finalizzati ad informare circa il funzionamento e le regole della scuola e partecipazione a gruppi di mutuo aiuto.
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Risultati attesi
- Acquisizione da parte delle realtà scolastiche di competenze pedagogiche e didattiche interculturali.
- Facilitazione nell'ingresso nella realtà scolastica italiana.
- Conoscenza del profilo scolastico e biografico degli studenti stranieri.
- Rilevazione del quadro di difficoltà dell'adolescente/studente straniero.
- Miglioramento della sua motivazione all'apprendimento, dei risultati scolastici e del grado di socializzazione.
- Partnership dei genitori nel percorso educativo e d'integrazione del figlio/a.
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Dove
Milano
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Quando
da maggio a novembre 2009.
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Fonte
Fondo Europeo per l’Integrazione di cittadini di Paesi terzi - Azione 3, anno 2007-2013.
Ministero dell’Interno - Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione - Direzione Centrale per le politiche dell’immigrazione.
Progetto co-finanziato dall’Unione Europea.
Coriandolo
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Descrizione
Nella primavera del 2000 prende avvio il Progetto Coriandolo nato come servizio di tutoring educativo per adolescenti di recente immigrazione in Italia. La Fondazione ha coprogettato e finanziato l’avvio del progetto. Fino ad oggi ha fornito le consulenze di operatori qualificati psicologi, pedagogisti, mediatori culturali, assistenti sociali. Il progetto è tuttora in corso gestito dalla Cooperativa Sociale La Strada. Dal 2004 sono attive convenzioni con il Comune di Milano per la copertura delle rette di frequenza.
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Obiettivo
Accompagnamento al percorso di integrazione tramite un tutoraggio educativo individualizzato per costruzione di una metodologia d'intervento comune e condivisa che promuova capacità di ascolto e attenzione alla differenza.
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Destinatari
Adolescenti 12-18 anni di recente trasferimento in Italia.
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Azioni
- Creazione di un luogo privilegiato per l'accoglienza e l'inserimento dei ragazzi e delle ragazze;
- Presa in carico educativa e realizzazione del progetto individuale.
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Partner
Cooperativa Sociale La Strada (MI).
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Dove
Milano in Zona 4.
Sede operativa: Via Piazzetta 2, presso i locali della
Cooperativa La Strada. -
Quando
Dal 2000 e tuttora in corso.
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Fonte
Fondazione L'aliante - Fondazione Cariplo 2002/2003
Comune e Provincia di Milano.
Affido
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Descrizione
Da luglio 2010 L’aliante, in collaborazione con il Comune di Milano, si occupa del reperimento di famiglie affidatarie per adolescenti stranieri non accompagnati collocati in comunità.
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Obiettivo
I ragazzi sono prevalentemente originari del nord Africa (magrebini, egiziani) ed hanno in corso un progetto concordato con i Servizi Sociali che prevede l’inserimento scolastico o lavorativo. L’età è compresa tra i 12 ed i 17 anni.
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Destinatari
I ragazzi sono prevalentemente originari del nord Africa (magrebini, egiziani) ed hanno in corso un progetto concordato con i Servizi Sociali che prevede l’inserimento scolastico o lavorativo. L’età è compresa tra i 12 ed i 17 anni.
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Azioni
La ricerca e la selezione degli affidatari:Nella fase di conoscenza sarà necessario approfondire con i candidati all’affido la motivazione, la visione della diversità e la tolleranza rispetto a modelli culturali differenti e la disponibilità a confrontarsi con stili di vita diversi.
In base al numero di famiglie reperite sarà possibile attivare un gruppo a cura della Fondazione o partecipare alla conduzione di gruppi già attivi a livello comunale.
Quali affidi per minori soli?Per quanto attiene le modalità di realizzazione del percorso affidatario sarà possibile procedere con modalità graduali: dal fine settimana, alla vacanza, alla permanenza a tempo pieno, che consentano un avvicinamento e una valutazione reciproche, o che si definiscano stabilmente come integrative di una situazione di accoglienza comunitaria o di autonomia abitativa.
La Fondazione L’aliante,inoltre, mette a disposizione uno spazio diurno e la possibilità di avviare progetti educativi individualizzati di sostegno alla dimissione (affiancamento educativo, orientamento alla scuola o al lavoro, inserimento in attività formative, lavorative, del tempo libero), che costituiscono opportunità a sostegno della buona riuscita del percorso di inserimento in un nuovo contesto di accoglienza.Il sostegno all’affidatario:Durante il percorso di inserimento nella famiglia affidataria si prevede un sostegno, sia attraverso modalità di gruppo sia individualmente. Sarà, inoltre, importante garantire un ascolto del ragazzo/a e mettere in comunicazione adolescente ed affidatari, al fine di accompagnarli nel processo di conoscenza e convivenza, per affrontare insieme eventuali criticità.
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Dove
Milano - presso Fondazione L'aliante onlus - Via Tortona 37, 20144 Milano
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Quando
Attivo da luglio 2010
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Fonte
Programma nazionale di protezione dei minori stranieri non accompagnati - II Fase
All’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani – ANCI
Il mondo è chiuso fuori: Hikikomori e gli altri
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Descrizione
In Giappone questo fenomeno ha un nome ben preciso ”Hikikomori" : significa “ritiro” e indica una modalità con cui alcune centinaia di migliaia di giovani giapponesi e non solo, hanno "deciso" di esprimere il proprio male di vivere”.
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Obiettivo
• Adattare al contesto culturale italiano i protocolli d’intervento sperimentati in Giappone, tramite interventi a favore di 20 casi di adolescenti con problemi di ritiro sociale conclamato e delle loro famiglie, residenti nella Provincia di Milano;
• Mettere a punto un modello d’intervento e testarlo affinché sia replicabile;
• Diffondere l’esperienza tramite un percorso formativo a cui contribuiscano anche esperti provenienti dall’estero;
• Promuovere gruppi tra i genitori di adolescenti che manifestano segnali di ritiro al fine di accompagnarli in un percorso di prevenzione o intervento precoce;
• Sensibilizzare i servizi/operatori “sentinella” – pediatri e medici di base, scuole,…- per l’individuazione e l’intervento precoci sul problema. -
Obiettivo generale
Questo progetto intende sperimentare strade nuove per affrontare un disagio adolescenziale che, proprio per la sua specificità, spesso rimane nascosto fra le mura domestiche.
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Destinatari
L’80% di hikikomori sono maschi tra i 13 e i 18 anni e presentano un ritiro grave che li conduce lentamente ad isolarsi, abbandonare la scuola e, infine, recludersi in casa dove tiranneggiano genitori spaventati ed impotenti di fronte a tale ritiro dalla vita sociale.
Le avvisaglie di questa sindrome si rilevano in alcuni comportamenti inconsueti quali:
- Rifiuto di andare a scuola
- Isolamento
- Paura di non piacere / di non essere accettati dal gruppo dei pari
- Mancanza di amici
- Inversione del ritmo circadiano (dormire di giorno e stare svegli di notte)
- Incapacità di comunicare se non utilizzando mezzi informatici
- Scatti d’ira incontrollata
- Comportamenti bizzarri -
Azioni
Interventi domiciliari
Per realizzare un lavoro domiciliare di qualità ci siamo dotati di operatori competenti (psicologi ed educatori) che operino in rete con gli operatori del territorio (psichiatri, neuropsichiatri infantili), al fine di valutare, se e come, un intervento precoce a domicilio possa recuperare il ragazzo dall’isolamento ed evitare un eventuale ricovero.
Il percorso, inizialmente domiciliare, ha come obiettivo di aiutare, in tempi più o meno lunghi, il ragazzo ad uscire ed iniziare un percorso nel nostro centro di recupero prima di rientrare nella vita di tutti i giorni. Durante questo percorso sarà consentito al ragazzo/a di trovare la dimensione migliore per se stesso che può andare da un periodo di relativo isolamento a momenti di maggiore socializzazione.
Centro Diurno
La Fondazione dispone di spazi per l’accoglienza diurna di adolescenti in difficoltà. Rispetto a questa specifica tipologia di adolescenti si intende attrezzare contesti che consentano di graduare l’impatto con il gruppo dei coetanei, a partire da una relazione “protettiva” 1 a 1 con l’educatore di riferimento. La riabilitazione alla socializzazione prevede strumenti quali la danza- movimento-terapia e la fruizione di situazioni creative ed espressive.
Sostegno ai genitori
Spesso il disturbo del ragazzo ha profonde origini che risalgono ai primi anni di vita e che rende la relazione fra genitori e figli complessa e gravemente patologica. L’offerta di una consulenza individuale o del confronto in un gruppo di parenti che vivono una situazione analoga, rappresentano una condizione fondamentale per garantire, in parallelo al lavoro col ragazzo/a, un intervento che faciliti la comprensione del problema e il cambiamento anche da parte della famiglia. -
Dove
Il progetto prevede interventi a domicilio e, in un secondo momento, incontri con lo specialista di riferimento presso il Centro Diurno della Fondazione.
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Quando
Il progetto è in corso
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Fonte
Finanziamenti da privati.


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