Il mondo è chiuso fuori...
Progetto di assistenza domiciliare rivolto alle famiglie che hanno figli adolescenti che si rifiutano di uscire dalla loro stanza
Sono adolescenti, in prevalenza maschi, che si sottraggono a tutto e a tutti e si chiudono nella loro stanza: non vanno più a scuola e non frequentano più nessuno. Si rifiutano di parlare anche con i propri familiari che diventano le loro guardie, i loro assistenti, fuori dalla porta. Il loro mondo è solo quello virtuale: internet viene usato per vivere raccontarsi, mettersi in contatto. Spesso la causa scatenante di questo disagio può essere ricondotta ad avvenimenti vissuti come insuccessi e fallimenti non riparabili. Questi ragazzi non riescono a cogliere la transitorietà di un fatto negativo; non lo vivono come qualcosa da affrontare e superare, ma come la fine, di fronte alla quale si può solo sparire dal mondo e chiudersi in una stanza.
Le avvisaglie di questa sindrome si rilevano in alcuni comportamenti inconsueti quali:
- Rifiuto di andare a scuola
- Isolamento
- Paura di non piacere / di non essere accettati dal gruppo dei pari
- Mancanza di amici
- Inversione del ritmo circadiano (dormire di giorno e stare svegli di notte)
- Incapacità di comunicare se non utilizzando mezzi informatici
- Scatti d’ira incontrollata
- Comportamenti bizzarri
Il dolore del rifiuto e del fallimento è talmente forte che può trasformarsi in un incubo quotidiano. Il mondo esterno diventa come il fuoco, bello da vedere, ma se ci si avvicina si corre il rischio di scottarsi. Quindi i ragazzi decidono di isolarsi per puro istinto di sopravvivenza. Lo stato di recluso è un sollievo perchè lenisce il dolore, ma allo stesso tempo anestetizza la capacità di provare sensazioni ed emozioni. Quando si fa la scelta di non-essere si entra in uno stato di ibernazione sensoriale, in cui il tempo viene rallentato e tutte le azioni diventano ripetitive e senza uno scopo reale.


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